Il dilemma della doppia appartenenza
Nel mondo globalizzato di oggi, è sempre più comune conoscere persone che hanno due cittadinanze, magari perché sono nate in un Paese da genitori stranieri, oppure perché si sono trasferite e naturalizzate altrove. Ma cosa significa davvero avere due cittadinanze? E soprattutto: una persona con doppia cittadinanza fa parte della popolazione di entrambi i Paesi?
A prima vista, la risposta sembrerebbe ovvia: se ho due passaporti, sono cittadino di due Stati, quindi faccio parte della popolazione di entrambi. Ma il concetto di “popolazione” è molto più complesso di quanto sembri. Include aspetti legali, statistici, demografici e politici.
In questo articolo esploreremo in modo semplice ma approfondito cosa implica la doppia cittadinanza, come viene considerata nei censimenti, quali diritti e doveri comporta, e come i governi e le organizzazioni internazionali trattano chi ha un piede in due mondi.
Cos’è la doppia cittadinanza e come si ottiene
La doppia cittadinanza (o doppia nazionalità) è una condizione giuridica in cui una persona è legalmente riconosciuta come cittadina da due Stati sovrani contemporaneamente. Questo può avvenire in diversi modi:
-
Per nascita: un bambino nato in un Paese da genitori stranieri può acquisire automaticamente entrambe le cittadinanze.
-
Per matrimonio: sposando un cittadino straniero si può ottenere la cittadinanza del coniuge.
-
Per naturalizzazione: dopo un certo periodo di residenza in un Paese, si può fare richiesta di cittadinanza senza dover rinunciare all’altra (se il Paese lo consente).
Non tutti gli Stati riconoscono la doppia cittadinanza. Alcuni la vietano esplicitamente (es. India, Cina), altri la tollerano con riserve (es. Germania), altri ancora la accettano pienamente (es. Italia, Francia, Canada). Questo fa sì che le regole variano molto a seconda delle combinazioni di Paesi coinvolti.
Cosa significa “popolazione” per uno Stato
Nel linguaggio comune, “popolazione” fa pensare semplicemente al numero di persone che vivono in un Paese. Ma in realtà esistono diverse definizioni, a seconda del contesto:
-
Popolazione residente: le persone che vivono stabilmente in un Paese, a prescindere dalla cittadinanza.
-
Popolazione legale: i cittadini iscritti all’anagrafe, anche se residenti all’estero.
-
Popolazione censita: chi è conteggiato nei censimenti ufficiali.
-
Popolazione elettorale: i cittadini che hanno diritto di voto.
Una persona con doppia cittadinanza fa parte della popolazione legale di entrambi i Paesi, ma non necessariamente di quella residente o censita, a meno che non viva o sia registrata in entrambi. Questo è un punto cruciale: non è la cittadinanza a determinare la presenza nei dati statistici, ma la residenza e l’iscrizione anagrafica.
Viene conteggiata due volte nei censimenti?
No, nei censimenti nazionali una persona è conteggiata solo una volta, nel Paese dove risiede stabilmente. I censimenti non contano le persone in base alla cittadinanza, ma in base alla residenza abituale. Quindi:
-
Se vivi in Italia, verrai incluso nel censimento italiano.
-
Se vivi negli Stati Uniti ma hai anche la cittadinanza italiana, non sarai incluso nel censimento ISTAT, ma in quello statunitense.
Tuttavia, molti Paesi, come l’Italia, tengono registri paralleli per i cittadini residenti all’estero (es. l’AIRE – Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), ma questi non influiscono sulla popolazione censita residente.
La popolazione legale di uno Stato può quindi includere anche milioni di cittadini che non vivono nel Paese, ma che restano legalmente parte della sua comunità nazionale.

Doppia cittadinanza e diritti civili: dove voti e dove paghi?
Uno degli aspetti più interessanti della doppia cittadinanza riguarda i diritti civili: votare, lavorare, accedere ai servizi pubblici. Avere due cittadinanze non significa avere doppio diritto in ogni ambito, ma piuttosto diritti condizionati dalla residenza e dalla legislazione locale.
Per esempio, un cittadino italiano con anche cittadinanza americana può:
-
Votare in Italia (alle elezioni politiche, europee e amministrative), se iscritto all’AIRE o presente nel territorio nazionale.
-
Votare negli Stati Uniti, se residente lì, secondo le leggi federali e statali.
Anche per la fiscalità, la doppia cittadinanza può creare situazioni complesse:
-
Alcuni Paesi, come gli USA, tassano i cittadini ovunque si trovino nel mondo.
-
Altri, come l’Italia, tassano solo chi è fiscalmente residente nel Paese.
Questo può portare a casi di doppia imposizione, che vengono regolati attraverso accordi bilaterali per evitare che una persona debba pagare le tasse due volte. In ogni caso, è essenziale che chi ha doppia cittadinanza sia a conoscenza delle normative di entrambi i Paesi.
Gli obblighi legali nei Paesi di cui si è cittadini
La doppia cittadinanza non comporta solo diritti, ma anche doveri. Ogni Paese può esigere dai propri cittadini il rispetto delle sue leggi, anche se questi vivono all’estero.
Ad esempio:
-
Alcuni Stati possono richiedere il servizio militare obbligatorio.
-
In caso di reati, entrambi i Paesi possono avere giurisdizione legale, anche se non sempre applicata.
-
In situazioni di emergenza, i due Stati potrebbero non riconoscere la protezione diplomatica reciproca: se sei cittadino di entrambi, ognuno può rifiutarsi di intervenire in un Paese dove tu hai anche l’altra cittadinanza.
Per questo motivo, in alcuni casi particolari (es. zone di conflitto, Paesi con leggi oppressive), la doppia cittadinanza può rappresentare un rischio più che un vantaggio. È importante conoscere bene le regole dei Paesi coinvolti.
Esempi pratici nel mondo: Italia, USA, Germania
Ogni Stato gestisce la doppia cittadinanza in modo diverso:
-
Italia: permette la doppia (anche multipla) cittadinanza senza limiti. Un italiano che acquisisce un’altra cittadinanza non perde quella italiana, a meno che lo dichiari esplicitamente.
-
Stati Uniti: tollerano la doppia cittadinanza, ma richiedono fedeltà assoluta agli USA in caso di conflitto legale o militare.
-
Germania: in passato molto restrittiva, ora più flessibile soprattutto per i cittadini UE o per chi acquisisce la cittadinanza tedesca da bambino.
Alcuni Paesi, invece, non la permettono affatto. Per esempio:
-
La Cina e l’India richiedono la rinuncia alla cittadinanza precedente per ottenere la loro.
-
Alcuni Stati arabi la permettono solo in casi eccezionali.
Questo mosaico di normative rende la doppia cittadinanza una questione molto tecnica, che va valutata caso per caso.
Il ruolo dell’ONU e delle statistiche internazionali
A livello internazionale, le organizzazioni come l’ONU e la Banca Mondiale raccolgono dati sulla popolazione dei vari Paesi, ma si basano sulla residenza, non sulla cittadinanza.
Quindi, una persona con doppia cittadinanza viene conteggiata una sola volta, nel Paese in cui vive stabilmente, e non influisce due volte sulle statistiche globali. Questo evita duplicazioni nei dati demografici e garantisce una rappresentazione coerente.
Tuttavia, le statistiche sulle migrazioni internazionali, sulle rimesse e sulle diaspore tengono conto delle origini nazionali, quindi un cittadino con doppia cittadinanza può apparire in diversi dataset a seconda del tipo di analisi condotta.
FAQ
1. Posso avere doppia cittadinanza in qualsiasi Paese?
No. Alcuni Paesi la vietano o la concedono solo in casi specifici. Ogni combinazione va valutata in base alle leggi nazionali.
2. Una persona con doppia cittadinanza può votare in entrambi i Paesi?
Sì, ma solo se è iscritta e residente secondo le regole elettorali di entrambi i Paesi.
3. Posso essere conteggiato due volte nei censimenti?
No. Nei censimenti ufficiali sei incluso solo nel Paese in cui risiedi abitualmente.
4. La doppia cittadinanza mi obbliga a pagare tasse in entrambi i Paesi?
Dipende. Alcuni Paesi tassano anche i cittadini all’estero. Serve informarsi su eventuali accordi fiscali tra i due Stati.
5. Posso perderla automaticamente se non la uso?
Raramente. Alcuni Paesi possono revocare la cittadinanza se si vive all’estero per molti anni o se si compiono atti contrari all’interesse nazionale.
