Velopendulo gonfio: cause e rimedi

Ma voi lo sapete che l’ugola si chiama anche velopendulo? Ebbene, io l’ho scoperto da poco, e mi sono documentata a riguardo, e vi voglio raccontare cosa ho scoperto.

Velopendulo: come  è composto e come funziona

Iniziamo con lo specificare che quando si parla di velopendulo, ci stiamo riferendo alla nostra ugola ovvero il prolungamento mediano del palato molle, dal latino “uvula” ovvero piccola uva, che se ci fate caso è esattamente la forma che possiede, che tutti conosciamo bene, perchè ne abbiamo “almeno” una! E nonostante si trovi in un posto abbastanza nascosto, è soggetto a gonfiarsi e ad infiammarsi soprattutto nei cambi di stagione.  Come è fatta la nostra ugola? Bene innanzitutto, come ogni parte del nostro corpo è fatta da tessuto connettivo e da ghiandole, una delle quale è preposta alla salivazione, inoltre è composta da fibre muscolari, quelle fibre che ci aiutano o meno a deglutire.  L’ugola, banalmente conosciuta per il canto, è invece fondamentale per la deglutizione, perchè oltre a sollevarsi per far si che il cibo inizi il suo cammino, indirizza il cibo nella faringe, oltre a permettere alla gola di essere ben lubrificata grazie alla quantità di saliva che produce.

Patologie del velopendulo: infiammazione e cause di essa

E’ la membrana mucosa attorno all’ugola che può, in certi casi, gonfiarsi, portando l’espansione dell’ugola a 3-4 volte la sua reale capacità. Questa patologia è detta uvulite, ed oltre ad essere fastidiosa è anche pericolosa, perchè può dare problemi di respirazione e senso di soffocamento, nonostante non si tratti di un corpo estraneo, ma della nostra ugola, se arriva a proporzioni esagerate anche la salivazione diventa sempre meno, provocando non pochi problemi all’apparato. Diverse sono le opinioni rispetto al perchè tende a gonfiarsi l’ugola e tra esse troviamo: il fumo, la qualità dell’aria,le allergie e le infezioni batteriche o virali. Un’altra patologia diffusa è l’insufficienza valofaringea, relativa alla mal chiusura dell’ugola sulla parte posteriore della gola, questa patologia spesso, condiziona anche il nostro modo di parlare, e sentiamo la nostra voce tendente al “nasale”.  L’ugola può essere bifida, ovvero divisa a metà o scissa a causa della fusione non esatta delle mensole palatine. E’ una patologia rara che si manifesta solo nel 2% della popolazione mondiale, ma comunque pericolosa e fastidiosa.

Ugola gonfia: rimedi della nonna

Tra i rimedi più naturali, troviamo i gargarismi con acqua e sale, che pizzicano inizialmente ma poi tendono a diventare un momento di sollievo per il rossore del velopendulo. Oltre ai gargarismi si consiglia di bere tanto, rispetto alla media, perchè una motivazione legata al gonfiore può essere la completa disidratazione dell’ugola. E’ chiaro che a seconda della gravità del gonfiore, si ci deve rivolgere comunque ad un medico, che potrà dunque stabilire ,ove fosse necessario, un trattamento farmacologico specifico.

Per concludere, consigliamo di non arrabbiarsi troppo, di non urlare, di non esagerare con fumo ed alcool e di condurre una vita serena. Ma siccome non viviamo nelle favole disney, è paradossale. Dunque bevete tanto perchè è importante per ogni parte del nostro corpo, e trattatevi sempre bene!