Casetta giapponese: cos’è e consigli di arredamento

Casetta giapponese: cos’è e consigli di arredamento

Tutti sappiamo che il Giappone è un paese all’avanguardia, con palazzi antisismici che in Italia non ne conosciamo neanche l’esistenza. Ma nelle zone rurali l’antichità e la tradizione del popolo giapponese, hanno fortemente voluto conservare intatte certe “abitazioni tipo” fatte in legno, e in se molto particolari, andiamo a conoscerle meglio.

Casetta giapponese: cos’è e come è fatta

Iniziamo con il dire che il Giappone è il paese più all’avanguardia del mondo, ma ciò non toglie che ami conservare le proprie tradizioni. La casetta tipicamente giapponese, è una di quelle, ed è quella di paglia e fieno, minimalista ed ecologica. Questo tipo di abitazione è chiamata e conosciuta come minka, e si suddivide a sua volta tra quella di campagna chiamata noka e quella di città chiamata machiya. Sono tendenzialmente diverse per forma  e metodo di costruzione, ma non nei materiali utilizzati che sono comunque gli stessi essenziali (paglia , fieno e legno).  Partendo dalla base: i pilastri strutturali, le travi, le pareti, il soffitto e il tetto sono di legno, mentre invece il pavimento è realizzato in legno e in tatami ( stuoie rettangolari di paglia pressata e intrecciata e rifinita con bordi in lino o cotone) di paglia; la carta viene utilizzata  per rivestire le porte scorrevoli , ed il bambù è decisamente  decorativo. E’ sicuramente un tipo di abitazione che non può scegliere chi ama orpelli, o decorazioni di tipo particolare. Andiamo alla divisione degli spazi: l’ingresso è chiamato Genkan, una sorta di hall, che introduce l’ospite alla parte abitabile e vivibile della casa, vera e propria. L’ingresso, si trova su di un gradino più basso, e ed è nell’ingresso che ripongono le scarpe per non portare eventuale sporcizia all’interno dello spazio più importante della casa; lo spazio abitabile della casa, all’interno del quale si ci muove scalzi o con apposite ciabattine fornite dal proprietario stesso, è fatto dal pavimento in legno o in tatami, così come il soggiorno e la cucina. Le pareti sono tutte scorrevoli e rivestite di carta di riso con un’essenziale intelaiatura in legno leggera, e vengono chiamate  shoij.  Arredare una casetta così minimale sembra semplice, ma chi la arreda deve essere dotato di gran gusto, andiamo a vedere cosa possiamo metterci.

Arredare una casetta giapponese: gusto e minimalismo

Iniziamo dalla camera da letto, che contiene il futon che è il nostro letto, ma decisamente più basso, composto infatti, da un leggero materassino ed una trapuntina utilizzati e preparati solo per la notte, durante il giorno sono riposti  in un armadio presente in stanza, questo per far si che si possa mettere al centro della stanza un tavolino basso e dei cuscini per sedersi, dunque oltre al letto troviamo solo un armadio. Il soggiorno prevede un angolo dedicato al the, necessario e rituale per i giapponesi,un tavolo che in inverno è dotato di coperta riscaldata, un armadio che funge da credenza ove sono riposti gli utensili da cucina, in una cavità invece è contenuto il così detto camino, ove poter cuocere o bollire qualsiasi cosa. E’ sicuramente una casetta minimale, ma secondo me, anche dotata di gran gusto dell’essenziale, e per arredarla non è possibile essere sfarzosi o a tratti kich, ma eleganza dovrebbe essere la parola d’ordine.

Secondo voi, in una società moderna come la nostra, o presumibilmente tale, si potrebbe vivere in una casa dove l’indispensabile, è l’unico vangelo di vita? Provare per credere!

 

Maria

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